Pane fatto in casa, tra profumi e tradizioni

Pubblicato il 10 Settembre 2012

Pane

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Se io non mi fossi fermato ad allacciarmi una scarpa, non avrei mai sentito l'odore del pane sfornato...” così canta Riccardo Cocciante, quasi a voler sottolineare che non c’è nulla di più irresistibile della fragranza del pane appena cotto. Il profumo, la crosta croccante, il tepore della mollica, evocano ricordi ancestrali. Odori e sapori di casa.

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Oggi il pane lo acquistiamo, ma un tempo, si preparava in casa. La ricetta per fare il pane casereccio era tramandata da mamma a figlia. Il buon funzionamento dei forni per pane, la preparazione del "pane con lievito madre", erano nozioni imprescindibili per una brava massaia. La vita frenetica odierna non lascia molto spazio a questo antica arte. Pur tuttavia, molte famiglie vanno riscoprendo il piacere del pane fatto in casa. La giusta ricetta del pane? Lievito, farina, acqua e tanto amore per la tradizione. Il procedimento è facile. Se poi si ha a disposizione anche una macchina per fare il pane, tutto diventa divertente e poco faticoso. In ogni caso, che si voglia gustare un pane pugliese o calabrese; un pane integrale oppure bianco; che si usi il lievito naturale (o pasta madre per pane) o quello di birra; la farina integrale o il tipo “0”, il procedimento è sempre lo stesso. Ecco la mia ricetta.

Pane fatto in casa

Ingredienti: 1 kg. di farina di grano duro, 35 grammi di lievito di birra, acqua q.b., sale q.b.

Preparazione: Mettere in una terrina 250 gr. di farina con il lievito di birra sciolto in acqua tiepida. Impastare e formare un panetto morbido. Coprirlo e lasciarlo lievitare al caldo. A volume raddoppiato, versare la farina rimasta in un recipiente più grande, formare un cratere e inserirvi il panetto e un pizzico di sale. Aggiungere acqua tiepida e impastare energicamente con i pugni delle mani. Rigirare la pasta più volte bagnandosi le mani. Quando l'impasto sarà elastico e compatto, spolverare con la farina un piano, dare la forma desiderata e segnare al centro una croce con il coltello. Spolverare con farina e mettere a lievitare per due ore circa. Preriscaldare il forno a 250 gradi e cuocere per circa un’ora a 200 gradi. A fine cottura si lascia riposare il pane in un panno pulito.

Curiosità

Segnare il pane serve a controllare il grado di lievitazione. Nella tradizione calabrese il segno a forma di croce è propiziatorio, una sorta di benedizione. Infatti, un tempo, durante l’impasto si recitava una preghiera cantilena che ripeteva: “Crisci crisci pasta, comu nostru Signuri nta la fascia”. Le croci sull'impasto, a fine lavorazione, si baciavano singolarmente con la mano. Il rito terminava con il segno della croce.